La psicoterapia come può essere di aiuto con la motivazione?

La psicoterapia è un ottimo metodo per risolvere i nostri problemi di motivazione. E’ utile nelle situazioni in cui la perdita di motivazione influenza significativamente il funzionamento sul lavoro, a casa o a scuola. La psicoterapia può aiutarci a capire quali sono le nostre motivazioni interne, a capire cosa ci motiva veramente. Scopriremo se le cose per cui perdiamo motivazione sono davvero ciò che vogliamo, o se lo facciamo “a causa” di qualcuno o qualcosa. Se abbiamo una bassa autostima o stiamo facendo un qualcosa solo per far contenti i nostri genitori. La psicoterapia ci aiuterà, inoltre, a ripristinare le nostre risorse interne in situazioni difficili, in modo da poterle gestire meglio.

Cos’è la motivazione?

La motivazione è un complesso processo mentale che sostiene o indebolisce le nostre azioni in relazione all’obiettivo. Dividiamo la motivazione in: interna, basata sui nostri bisogni (es. sviluppo, cognizione, auto-realizzazione), ed esterna, proveniente dall’esterno. La motivazione può essere positiva (essere premiati) o negativa (evitare qualcosa di spiacevole).

 

Come rafforzare la motivazione all’apprendimento?

È importante visualizzare l’obiettivo, ricordare perché state sostenendo dei sacrifici per raggiungerlo. Puoi immaginare come sarà quando ti diplomerai o quando sarai in grado di fare ciò che stai imparando, questo ti darà l’energia di cui hai bisogno. È anche necessario programmare obiettivi parziali, più piccoli e raggiungibili e pianificare una piccola ricompensa (un caffè, una passeggiata, un dolcetto) dopo averli raggiunti. Può essere utile stabilire degli orari regolari in cui studiare o esercitarti ed inserirli nel calendario.

 

Come ottenere la motivazione al lavoro?

Inizia dalle basi, pensa prima al tuo lavoro. Ti piace ancora? Ha senso per te? Stai imparando qualcosa di nuovo? Sei ricompensato in modo adeguato per quello che fai? Ti senti bene? Riesci a gestirlo in un tempo ragionevole? Hai abbastanza riposo? Nel caso ci sia qualcosa che non ti piace, prova a cambiare o modificare quel comportamento. Se non funziona, probabilmente è il momento di cambiare lavoro. È utile consultare  un esperto, con cui potrai parlare della situazione e fare chiarezza.

Come incoraggiare la motivazione al lavoro e all’apprendimento?

Quando perdiamo la motivazione a lavorare o imparare, non vogliamo continuare, i compiti sembrano difficili, ci sentiamo stanchi, non riusciamo a sfuggire alla procrastinazione. Allora è opportuno ricordarci, prima di tutto, perché stiamo facendo quella determinata cosa, qual è il suo obiettivo o qual è il suo significato. Alcuni lavori possono essere noiosi, ma sono necessari per completare un progetto più grande, così come un esame impegnativo e noioso è necessario per completare un percorso di studio. Puoi immaginare come sarà quando l’avrai finito, quando conoscerai nuove cose, in modo di non rimanere fermo, bloccato nel presente, ma vivere in relazione al tuo obiettivo. È utile dividere il lavoro o lo studio in parti più piccole e una volta concluse darsi un piccolo premio, come per esempio una passeggiata o un caffè. È importante pianificare il riposo e le pause. Per i problemi a lungo termine con la motivazione al lavoro, è anche utile pensare al lavoro in quanto tale. Ti piace almeno un po’? Ha senso per te? Stai imparando qualcosa di nuovo? Sei ricompensato nel modo giusto per quello che fai? Ti senti bene a lavoro? Riesci a gestirlo in un tempo ragionevole? Hai abbastanza riposo? Cerca di cambiare ciò che non ti piace, ad esempio discutendo la possibilità di cambiare le mansioni del tuo lavoro, di lavorare su compiti più impegnativi o di modificare l’orario di lavoro. Se questo non funziona, considera di cambiare lavoro.
Puoi, e devi, farti le stesse domande per i tuoi studi.
Molte persone iniziano a studiare un qualcosa, per iniziativa dei loro genitori e gradualmente scoprono che non gli piace studiare, non hanno voglia o semplicemente vorrebbero studiare qualcosa di diverso.
In mezzo a questa confusione, è utile ricorrere a un esperto che ti aiuti a fare le giuste domande.

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Come ritrovare la motivazione?

Specialmente per quanto riguarda progetti e compiti a lunghi, spesso perdiamo la motivazione.
Lo sforzo, insieme alla lunghezza del progetto, ci impediscono di vedere il nostro obiettivo,

Per questo motivo è utile dividere un progetto in più parti, sia che si tratti di lavoro, che di perdere peso o di correre una maratona.
Dividendo questo obiettivo in parti più piccole e facili da raggiungere e lavorandoci in modo regolarmente. Non dimenticarti mai il motivo per cui stai facendo questa cosa, non perdere mai di vista qual è il tuo obiettivo. Chiediti anche perché l’obiettivo è importante per te in questo momento e se è davvero il tuo obiettivo. In questo senso la psicoterapia può aiutarti a ritrovare la tua motivazione e capire se è davvero tua.

 

Come affrontare la perdita di motivazione nell’affrontare la vita?

La perdita di motivazione nella vita è spesso causata da altre perdite significative, come la perdita del partner, di un figlio, del lavoro o di salute. La perdita di un qualcosa che cambia la nostra vita quotidiana. In primo luogo, è necessario affrontare questa perdita, o “soffrirla”. Qui la psicoterapia è molto utile poiché può aiutarti ad accettare la perdita e a trattare i sensi di colpa che possono nascere in queste situazioni. Poi è opportuno cercare altre fonti di motivazione e di energia per la propria vita, dare un nuovo senso alla vita. Anche qui, la psicoterapia è utile.
Il terapeuta cerca insieme al paziente di cambiare degli aspetti della propria vita sostenendolo passo dopo passo. La perdita di motivazione nei confronti della vita può anche essere legata alla depressione, nei casi più gravi è utile l’uso di antidepressivi.

La storia di un cliente e di come la terapia lo ha aiutato:

“Ho cercato uno psicologo quando stavo scrivendo la mia tesi di laurea. Ho dovuto rimandare la scadenza due volte perché non ero in grado di andare avanti. C’era come una voce nella mia testa che mi sussurrava all’orecchio che non sarei stato in grado di finire i miei studi. Ero costantemente sotto stress con la paura di essere cacciato. Più tempo passava e più aumentavano i miei sensi di colpa. Grazie alla terapia ho scoperto che dovevo imparare strategie per gestire lo stress, in modo da poter lavorare sotto stress. Ho imparato a organizzare il mio tempo di lavoro e a non dimenticare di avere del tempo libero per coltivare i miei hobby e interessi”.

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